giovedì 8 aprile 2021

DOMANDE P.584

 1. Quale idea della ricerca ha il senso comune?


Il senso comune tende a farsi un'idea semplificata e imprecisa della ricerca scientifica. Sia se si pensa al lavoro del ricercatore nel campo delle scienze umane sia che si immagini scenari di ricerca nel campo delle scienze sociali, l'opinione comune tende a credere che l'attività di ricerca consista semplicemente in una raccolta di informazioni che la realtà elargisce spontaneamente. il buon ricercatore è colui che ha la pazienza e la perspicacia di cogliere i dati che la realtà gli offre, per poi arrivare a formulare affermazioni plausibili. a questa concezione il senso comune ne accosta un'altra, che a dirette implicazioni sul campo delle scienze umane. se fare ricerca significa raccogliere i dati che si offrono alla nostra osservazione, ne consegue che ognuno si sente autorizzato a essere competente in merito.


2. Quali sono i presupposti del modello positivista della ricerca scientifica?

Auguste Comte teorizzò un'idea del metodo scientifico molto semplice: lo scienziato sottopone a osservazione i fenomeni, individua tra essi relazioni costanti e infine formula una legge, cioè una relazione che lega questi fenomeni in modo necessario. a fondamento del modello positivista della ricerca stava la fiducia nel processo di induzione- il procedimento logico mediante il quale ricaviamo conclusioni di carattere universale partendo da conoscenze relative a casi particolari,attestati dall'esperienza- e nella possibilità di accostarsi ai fenomeni senza disporre di idee o ipotesi perliminari che possono guidare la ricerca.


3. In che senso l'episemologia ha smontato il principio di induzione?

in primo luogo ha sottolineato la debolezza del principio di induzione : dall'esperienza di casi particolari, per quanto numerosi, non è possibile ricavare una conoscenza certa di carattere universale. in secondo luogo, l'epistemologia novecentesca ha rifiutato l'idea che la ricerca possa iniziare dalla pura e semplice osservazione dei dati.


4. Che cosa sostiene il falsificazionismo di Popper?

Sottolineare la presenza di presupposti teorici in tutte le nostre esperienze del reale, non significa, tuttavia, sminuire l'importanza del confronto con i dati empirici,  di cui la ricerca si consustanzia: : se da un lato la teoria guida l'osservazione dei fatti, dall'altro i fatti osservati producono effetti importanti sulla teoria stessa, costringendo spesso il ricercatore a modificarla per adattarla a nuove scoperte.  E poiché, come abbiamo visto, una sola negazione empirica è sufficiente per smantellare un intero costrutto teorico, fare ricerca significa quindi cercare evidenze e situazioni nell'esperienza che possano invalidare la teoria di partenza, per testarne la solidità.  tentativo di confutazione: questa è la posizione di "falsificazionismo" di Popper. 

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