lunedì 28 settembre 2020

QUANDO LE ISTITUZIONI SI FANNO CONCRETE: LE ORGANIZZAZIONI SOCIALI

 LE STRUTTURE IN CUI  CI MUOVIAMO

Pur essendo l'istituzione una realtà simbolica, essa tende a oggettivarsi in realtà concrete e visibili: persone, cose, luoghi. Questo può venire a livelli diversi. Il caso più semplice è quello in cui l'istituzione si oggettiva in una singola persona, che le norme sociali designano come figura obbligata di riferimento in determinate situazioni. All'opposto troviamo un caso in cui il contenuto normativo di un'istituzione, con il complesso di status e ruoli che definisce, si oggettiva in strutture di ampie dimensioni che coinvolgono una grande quantità di risorse umane e materiali allo scopo di perseguire in modo razionale e coordinato determinati fini collettivi. A questa struttura, la sociologia da il nome di organizzazioni, ne sono un esempio: la scuola, l'ospedale, un carcere, un ufficio della pubblica amministrazione, ma anche un'impresa industriale,  un sindaco e una società sportiva.

QUANDO LE ORGANIZZAZIONI NON C'ERANO

Le organizzazioni sono realtà tipiche della civiltà industriale. Nelle piccole comunità caratteristiche della società rurale, alla soddisfazione dei bisogni sopperiva spesso la sola iniziativa individuale, benché supportata, dove necessari,o da l'aiuto reciproco tra le persone e da reti informali di soli di solidarietà. I Promessi Sposi, il riassunto - 10elol

La descrizione della peste del 600 nei Promessi sposi di Alessandro Manzoni ci dà un esempio significativo di questo fenomeno "Il Lazzaretto" per i malati di peste in cui si parla nell'opera non era certo un ospedale nel senso moderno del termine con personale attrezzato per assistere i degenti ma un luogo dove venivano confinanti malati e moribondi, affidati alla carità dei Frati Cappuccini e di altre persone di buona volontà. Per la maggior parte della gente peraltro, l'esperienza dell'infermità e della morte veniva vissuta tra le mura della propria casa, con l'assistenza dei familiari parenti e persone del vicinato. Oggi invece all'ospedale in quanto organizzazione, ad accogliere l'individuo nei momenti critici del suo stato di salute.


LE CARATTERISTICHE DELLE ORGANIZZAZIONI

Le organizzazioni hanno dei tratti comuni:

  •  Acquisiscono risorse dell'ambiente ed erogano servizi
  •  selezionano e formano i propri membri, preoccupandosi di controllarne e  ordinarne i contributi 
  • cercano di ottenere il contributo dei propri componenti attraverso incentivi materiali o simbolici
  •  gestiscono i rapporti con organizzazioni analoghe o antagoniste si fondano su una struttura di tipo burocratico


giovedì 24 settembre 2020

LE ISTITUZIONI COME RETI DI STATUS E DI RUOLI

 LE ISTITUZIONI COME RETI DI STATUS E DI RUOLI

All'interno di un'istituzione le persone occupano posizioni diverse e svolgono compiti differenti.

Spesso lo status è correlativo, nel senso che si definisce in rapporto a un'altra posizione sociale a esso complementare, ad esempio genitori figlio. Anche i ruoli che ne discendono sono complementari: così come l'alunno, ad esempio, si aspetta certe azioni dall'insegnante.

Nella società ogni individuo si si trova a interpretare molti ruoli. La pluralità di ruoli che una persona si trova ad interpretare può spesso esporla a situazione di conflittualità.

Si parla allora di conflitto Inter ruolo, cioè di un conflitto tra due o più ruoli Diversi spettanti Alla stessa persona.

Può capitare anche che una persona sia in difficoltà nell'interpretazione di un singolo ruolo sia per l'ambiguità connessa al ruolo  stesso sia per il contrasto tra la sua sensibilità o personalità degli obblighi istituzionali.

Esiste anche il conflitto intra ruolo, cioè interno a ruolo stesso.

LA STORICITà DELLE ISTITUZIONI

Le norme che le istituzioni impongono alla condotta degli individui, sono soggette a mutamento storico. Il mutamento delle istituzioni fuori può prodursi in forme differenti.

Generalmente si verificano un aumento delle istituzioni esistenti a una crescente specializzazione di ognuna di esse. è quanto possiamo facilmente riscontrare nel caso della famiglia. Nelle società preindustriali essa assommava in sè una pluralità di funzioni di tipo economico, formativo, giuridico. Oggi queste funzioni non appartengono più alla istituzione familiare. La famiglia in quanto istituzione ha per l'appunto registrato una specializzazione crescente, tanto che oggi si tende a  sottolineare prevalentemente la funzione procreativa ed educativa.

Può accadere, Però, anche il fenomeno opposto e cioè che il mutamento sociale investa un'istituzione di compiti che non aveva in precedenza, moltiplicandone così le funzioni. Ad esempio la scuola. Ci 



rendiamo conto che oggi questa istituzione si trova spesso svolgere i compiti in passato assolti dalla famiglia e da altre agenzie educative. e se non si limita solo a istruire e a preparare al mondo del lavoro, ma crea opportunità di conoscenza e di socializzazione tra gli studenti, offre attività proposte per il tempo libero e svolge una costante opera di supporto psicologico e sociale soprattutto nei confronti dei ragazzi in difficoltà.

Per capire Più a fondo i meccanismi della trasformazione delle istituzioni è bene tenere a mente la distinzione introdotta da Robert merton, tra le funzioni manifeste e funzioni latenti di un'istituzione. è possibile, infatti, che le finalità sociali di una istruzione non si sovrappongano esattamente agli scopi espressamente dichiarati dalla sua esistenza. Le trasformazioni di un'istituzione investono soprattutto i suoi aspetti latenti e meno Quelli manifesti. Nel senso che sotto un medesimo guscio esteriore l'istituzione può adempiere a nuovi insospettati compiti o viceversa, nel senso che un contesto sociale mutato svuota di significato le funzioni latenti che l'istituzioni in precedenza svolgeva.

UN MONDO DI ISTITUZIONI


 OLTRE L'OVVIETà DEL QUOTIDIANO


Le istituzioni sono, per esempio, la scuola, il matrimonio e lo sport agonistico. Ognuna di queste realtà  ha regole proprie e modalità di funzionamento che se per noi sono conosciute e scontate,  non sono altrettanto ovvie per chi ci entra in contatto per la prima volta. Questa considerazione ci rende consapevoli di un fatto importante: la la vita quotidiana che viviamo si snoda attraverso una


molteplicità di regole e modelli tra loro coordinati, che ne guidano lo svolgimento fin nei minimi dettagli, e di cui prendiamo coscienza solo quando tentiamo di considerarli così come farebbe un estraneo che li osserva  per la prima volta. I sociologi chiamano istituzioni quei modelli regolatori generali che guidano il comportamento degli individui e gli conferiscono un significato possibile.

IL CONCETTO DI "ISTITUZIONE"

L'istituzione è un insieme di norme tra loro coordinate, radicate nell'esperienza quotidiana degli individui e da questi percepite come capaci di regolare un certo ambito di vita di azione in un determinato contesto storico e geografico. Per il sociologo sono istituzioni: il matrimonio, la famiglia, la religione, lo sport, il sistema scolastico e il sistema giudiziario. Ma anche in entità  più impalpabili come il linguaggio e la scienza.

LE ISTITUZIONI COME INSIEMI DI NORME SOCIALI

Ogni istituzione definisce un insieme di norme sociali, cioè di regole che prescrivono come le persone devono comportarsi in determinate situazioni della vita sociale.

Secondo la classificazione del sociologo William Sumner le norme sociali possono essere classificate in tre tipi principali:


  •  Stateways o norme giuridiche:  cioè quelle norme emanate dallo stato il cui rispetto è obbligatorio per tutti i membri della società.
  •  Mores: ovvero quelle norme perlopiù tramandate oralmente, ma cui la collettività riconosce un forte spessore in termini di valore e di legittimità.
  • Folkways: cioè quelle usanze e consuetudini praticate all'interno di una società, anche esse tramandate oralmente, ma prive di un riferimento alla moralità che caratterizza i mores. 
Ogni istituzione presuppone un riferimento a ciascuno di questi tre tipi di norme.

LE ISTITUZIONI COME STRUMENTI DI CONTROLLO SOCIALE

Ogni istituzione non si limita a definire le regole a cui gli individui devono attenersi, ma mette anche in atto una serie di espedienti per indurre le persone a rispettarli; l'istituzione ne esercita un'opera di controllo sociale.

Gli strumenti di questo controllo possono essere superiori o inferiori.
Sono del primo tipo le sanzioni esplicitamente inflitte alle condotte non conformi.

Rientrano nel secondo tipo i meccanismi con cui si cerca di promuovere nelle persone
l'interiorizzazione delle norme, ovvero riconoscimento della loro bontà ed l'efficacia e la conseguente scelta autonoma di farle proprie.

L'intensità del controllo sociale può variare da istituzione a istituzione: è massima nelle cosiddette 

istituzioni totali, così chiamate da Erving Goffman. sotto questa denominazione egli comprende quei sistemi di norme che fanno capo a strutture sociali anche molto diverse tra loro,
nelle quali persone tagliate fuori dalla società per un periodo di tempo si trovano a condividerle in una situazione comune. Queste istituzioni sono totali perché si impadroniscono interamente del tempo e delle diverse dimensioni esistenziali delle persone che vi risiedono, unificando in uno stesso luogo e sotto un'unica autorità tutte le attività quotidiane. 

giovedì 14 maggio 2020

VERIFICA UNITà 11

VERIFICA UNITà 11

N1
a) il funzionalismo approdò a una concezione ottimistica della società--> VERO
b) Secondo Parsons, quello del medico è un ruolo orientato in vista della collettività--> FALSO
c) Nelle loro opere, Lynd e Mills esaltano la società statunitense come esempio di democrazia e di uguaglianza--> FALSO
d) Gli studiosi della scuola di Francoforte hanno un orientamento interdisciplinare--> VERO
e) Durkheim è il principale ispiratore delle cosiddette"sociologie comprendenti"--> FALSO
f) Il cosiddetto "approccio drammaturrgico" è stato elaborato da Goffman--> VERO

N2
a) La funzione che Parsons chiama Latent Pattern Maintenenace spetta, secondo il modello AGIL:
ALLE ISTITUZIONI ECONOMICHE
b) Tra i seguenti autori chi appartiene all'orientamento delle teorie del conflitto:
CHARLES WRIGHT MILLS
c) secondo gli autori della scuola di francoforte, nella società industriale avanzata:
ANCHE NEGLI SPAZI DEL TEMPO LIBERO L'INDIVIDUO è ASSERTIVO AL SISTEMA PRODUTTIVO

N3
a) Postulato, criticato da Mertgon, secondo il quale a ogni imperativo funzionale corrisponde una precisa istituzione sociale in grado di rispondervi: INDISPENSABILITà FUNZIONALE
b) nel linguaggio di Althusser, strumenti di cui il potere si serve per rafforzare e conservare le ideologie funzionali ai rapporti di dominio esistenti: APPARATI IDEOLOGICI DI STATO
c) Corrente di pensiero sociologico inaugurata da Herbert Blumer: INTERNAZIONALISMO SIMBOLICO

N4
a) qual è la differenza tra approccio macrosociologico e microsociologico?
Del funzionalismo, le teorie del conflitto condividono l'approccio macrosociologico, cioè la tendenza a privileggiare come oggetto della loro indagine le grandi configurazioni sociali: sistemi di stratificazione, classi, intere società, nella convinzione che lo studio di tali realtà sia fondante rispetto all' analisi "microsociologica", cioè allo studio dei comportamenti e della relazioni nei contesti sociali quotidiani.
b)In che cosa consiste il ruolo delle variabili strutturali nel pensiero di Parsons?
I ruoli sono classificabili, secondo parametri che Parsons definisce "variabili strutturali", descrivibili nella forma di coppie di condizioni tra loro alternative.
  • affettività/ neutralità affettiva: il soggetto può agire sulla base di sentimenti ed emozioni
  • realizzazione/ attribuzione: le persone possono essere valutate in base ai risultati ottenuti con il loro impegno, oppure per qualità indipendenti dalle loro prestazioni e dalla loro volontà.
  • universalità/ particolarismo: la condotta di un individuo può essere ispirata a criteri universalistici o particolaristici .
  • specificità/ diffusione: esistono ruoli che coinvolgono tutti gli aspetti delle personalità individuali che vi sono implicate, altri invece che riguardano soltanto tratti molto specifici.
  • orientamento in vista dell'ego / orientamento in vista della collettività: in genere ci si aspetta che certi ruoli rispondano a interessi privati, altri invece all'interesse della collettività
N5
Secondo Merton, il sociologo deve costruire delle "teorie a medio raggio", capaci di porsi in posizione intermedia tra la pura e semplice descrizione dei dati empirici raccolti e la generalizzazione troppo astratta, incapace di spiegare i contesti sociali osservati.
Secondo lui, questa astrazione eccessiva è presente nell'impostazione di Parsons. Per Merton, occorre rivedere l'impostazione funzionalista mettendo in discussione i 3 punti fondamentali:
-postulato dell'unità funzionale
-postulato del funzionalismo universale
-postulato dell'indispensabilità funzionale

N6

l'espressione sociologia comprendente risale a Max Weber al quale si ispirano tutte quelle prospettive sociologiche che sono raggruppate sotto questa denominazione. Esse vedono l'azione sociale come oggetto proprio di indagine sociologica, e tendono a indirizzare le loro analisi verso micro realtà sociali, cioè verso fenomeni sociali di grandezza ridotta come le interazioni e le esperienze quotidiane  delle persone, piuttosto che verso la società nel suo complesso. Le sociologie comprendenti rappresentano in modo esemplare il paradigma che è stato definito "dell'azione" costituiscono spesso un fertile terreno di incontro fra la sociologia e altre scienze umane come la psicologia sociale o l'antropologi

mercoledì 6 maggio 2020

DOMANDE SOCIOLOGIE COMPRENDENTI

DOMANDE SOCIOLOGIE COMPRENDENTI

P. 324

1. QUALE IMPOSTAZIONE "CLASSICA" CONDIVIDONO LE SOCIOLOGIE COMPRENDENTI?
L'espressione sociologie comprendenti risale a Max Weber. Esse condividono l'impostazione weberiana che vede l'azione sociale come oggetto proprio dell'indagine sociologica, e tendono ad indirizzare le loro analisi verso microrealtà sociali, ovvero verso fenomeni sociali di grandezza ridotta.

2. A CHI SI DEVE L'ESPRESSIONE "INTERAZIONISMO SIMBOLICO" E A CHE COSA ALLUDE?
 L'espressione interazionismo simbolico è stata introdotta da  Herbert Blumer che ha definito gli assunti chiave della prospettiva interazionismo in sociologia:
  •  gli esseri umani si comportano in base ai significati che le cose hanno per loro 
  • Questi significati sono il frutto di un processo di interpretazione che si sviluppa nel corso dell'interazione tra le persone 
3. IN CHE COSA CONSISTE L'APPROCCIO DRAMMATURGICO DI GOFFMAN?
Lui paragona la vita sociale ad un palcoscenico teatrale, dove gli individui devono interpretare dei ruoli e recitare delle parti. Esiste però anche un retroscena, dove gli individui non recitano più, ma assumono una condotta più libera e più informale. In un certo senso, la vita sociale è una rappresentazione che i gruppi sociali mettono in scena di fronte ad altri gruppi interpretando il rulo di gruppo di performance e il gruppo di audience.

4. CHE COSA SONO LE TIPIZZAZIONI DI CUI PARLA SCHUTZ?
Schutz identifica l'oggetto della sociologia con la sfera della vita quotidiana, fatta da routine che il senso comune da per scontate, ma che in realtà sono esperibili solo sulla base di preesistenti elaborazioni concettuali, definite tipizzazioni. Il mondo in cui viviamo è fatto di realtà "tipizzate" che variano da un contesto all'altro, ma anche in base al significato che assumono nel contesto e a seconda dell'interesse che abbiamo nei loro confronti.

LE SOCIOLOGIE COMPRENDENTI

LE SOCIOLOGIE COMPRENDENTI

l'espressione sociologia comprendente risale a Max Weber al quale si ispirano tutte quelle prospettive sociologiche che sono raggruppate sotto questa denominazione. Esse vedono l'azione sociale come oggetto proprio di indagine sociologica, e tendono a indirizzare le loro analisi verso micro realtà sociali, cioè verso fenomeni sociali di grandezza ridotta come le interazioni e le esperienze quotidiane  delle persone, piuttosto che verso la società nel suo complesso. Le sociologie comprendenti rappresentano in modo esemplare il paradigma che è stato definito "dell'azione" costituiscono spesso un fertile terreno di incontro fra la sociologia e altre scienze umane come la psicologia sociale o l'antropologia.

L'INTERAZIONISMO SIMBOLICO

Herbert Blumer: American sociologist, player of American football ...La parte più significativa delle sociologie comprendenti è quella dell'interno internazionismo simbolico.  L'espressione interazionismo simbolico si deve al sociologo statunitense Herbert Blumer che ha definito con precisione gli assunti chiave della prospettiva interazionismo in sociologia:

  •  gli esseri umani si comportano in base ai significati che le cose hanno per loro 
  • Questi significati sono il frutto di un processo di interpretazione che si sviluppa nel corso dell'interazione tra le persone 
L'internazionismo sottolinea con forza il carattere simbolico della società, il suo costituirsi come insieme di realtà che hanno esistenza e valore nella misura in cui gli individui, nella loro reciproca interazione glieli danno. Le stesse istituzioni sociali  esistono solo a partire dalle azioni e dalle interazioni individuali; sono processi in cui realtà e situazioni sono definite da una sorta di negazione tra le diverse prospettive individuali. La concezione di Blumer  ha orientato la ricerca sociologica verso un approccio "dall'interno" alle situazioni ai modi di vita delle persone, indirizzandola in direzione qualitativa.

L'APPROCCIO DRAMMATURGICO: GOFFMAN

Erving Goffman: la sociologia diventa teatro - SociologicamenteTra le sociologie comprendenti c'è anche l'approccio drammaturgico introdotto da Goffman. In una delle sue opere lui paragona vita sociale ad un palcoscenico teatrale, dove gli individui sono destinati a recitare delle parti e ad interpretare i ruoli diversi. Inoltre c'è anche il retroscena dove gli individui che recitano una parte assumono un comportamento diverso dietro al pubblico.
La recitazione non coinvolge solo i singoli individui ma anche i gruppi e categorie sociali, infatti lui fa l'esempio dei camerieri di un hotel che di fronte al pubblico danno un'immagine più possibile credibile e piacevole di se stessi mentre nello spazio privato, quando le persone non li vedono, hanno una condotta molto più libera e informale. In un certo senso la vita sociale è una rappresentazione che i gruppi sociali mettono in scena di fronte ad altri gruppi, interpretando alternativamente ruolo di gruppo di performance e gruppo di audience.

LA PROSPETTIVA FENOMENOLOGICA

Alfred Schütz | Sociologo Austriaco | Sulle Scienze SocialiTra le sociologie comprendenti, c'è anche la fenomenologia che è stata introdotta in campo filosofico da Edmund Husserl e in campo sociologico da Alfred Schutz. In una delle sue opere identifica l'oggetto della sociologia con la sfera della vita quotidiana, fatta da routine che il senso comune dà per scontate ma che in realtà sono esperibili solo sulla base di preesistenti elaborazione concettuali, definite da lui "tipizzazioni". Il mondo in cui viviamo è quindi fatto di realtà "tipizzate" che variano da un contesto all'altro e  possono assumere un significato diverso in base al contesto e a seconda del particolare interesse che abbiamo noi nei loro confronti. Schulz parla "di provincia è finite di significato".  Sono province, ad esempio il mondo della scienza, dell'arte, dei bambini. Sono tutti i mondi in grado di dare significato diverso a uno stesso oggetto.
Il compito del sociologo è dunque quello di indagare la realtà sociale come una pluralità insieme di conoscenze che soggetti appartenenti a uno stesso ambito condividono e accettano cercando di capirne nozioni regole.